Solidarietà ai colleghi colpiti, ma senza regole certe non ci sarà futuro per il settore
“Il violento maltempo che ha colpito in queste ore la Toscana e la Riviera Romagnola ha causato danni importanti agli stabilimenti balneari, mettendo a dura prova la tenuta di un settore che rappresenta una delle eccellenze del turismo italiano. Assobalneari Italia – Federturismo Confindustria esprime piena solidarietà agli operatori colpiti e invita il Governo a prestare la massima attenzione alla condizione in cui versa l’intero comparto.
Non chiediamo aiuti economici, ma un impegno concreto e immediato per dare certezza normativa attraverso una corretta applicazione della Direttiva Bolkestein. Solo regole chiare e stabili potranno ridare fiducia agli imprenditori, far ripartire gli investimenti e migliorare la qualità dell’offerta turistica, in un momento storico in cui il Paese ha bisogno di attrarre visitatori e valorizzare il proprio patrimonio costiero.
Il maltempo lo affrontiamo e lo superiamo, come sempre. Ma la vera tempesta che rischia di travolgere le imprese balneari è quella dell’incertezza normativa. Dopo anni di rinvii e contenziosi, è arrivato il momento di garantire stabilità a un comparto che genera occupazione, indotto economico e contribuisce in modo determinante all’immagine dell’Italia nel mondo.
Il nostro comparto è pronto a ripartire, ma non può farlo nell’incertezza. Serve coraggio politico per dare stabilità e permettere alle imprese di continuare a investire nel futuro delle nostre coste, patrimonio di tutti gli italiani.
Gli stabilimenti balneari rappresentano una risorsa strategica per il turismo nazionale e garantiscono servizi di qualità per tutte le esigenze, con tariffe accessibili per ogni fascia di clientela. Alimentare una narrazione distorta che li dipinge come responsabili del caro-vacanze è fuorviante e dannoso, perché il nostro obiettivo è accogliere e offrire esperienze per tutti, non per pochi. Non chiediamo privilegi né scorciatoie, ma regole chiare. È questa la vera emergenza: senza certezze normative non ci sarà futuro per il turismo balneare italiano. E non possiamo permettercelo.”